Ebbene sì, parlerò di questo.Final Fantasy VIII ha un posto importante nella mia "esperienza" da videogiocatrice, ora quanto mai incallita, e per tanti anni ha occupato il grandino più alto del podio di tutte le mie preferenze nel campo del console gaming, prima di essere spodestato dal mio stra-favorito Xenogears.
Dopo la mia personale premessa, che a voi non importerà un'emerita cippalippa, iniziamo il discorso generale sul capitolo più chiacchierato della saga.
La sua nascita, avviene in un periodo comodo per quanto riguarda l'ascesa della Squaresoft nel mercato, non solo giapponese, ma specialmente in quello occidentale, nel quale imposterà un vero e proprio regime fino alla sua fusione con la Enix. Un grosso vantaggio di visibilità e di introiti (specialmente se i soldi li hanno presi da altri progetti in corso...) portano Final Fantasy VIII ad essere il più famoso FF richiesto sul mercato internazionale, ed era una colonna portante per le capacità interattive e tecnologiche della Playstation, all'epoca.
La ricerca di un nuovo stile di ambientazione, meno futuristico, più occidentale... e la giusta fisionomia ricercata in tutti i personaggi del gioco, figure autentiche, slanciate e realistiche, lontane dalle caratteristiche "deformed" e tipiche di un tratto di matita della vecchia scuola giapponese, fanno dell'ottavo capitolo il più apprezzato dal pubblico, e specialmente, mirato verso l'anonima schiera dei Casual Gamers.
Un po' di referenze giapponesi li tiene per se, è ovvio, l'efficiente sistema scolastico e la gestione dei Garden di Balamb e di Galbadia, il continente di Esthar chiuso in un muro di silenzio, che un po' imita la chiusura del Giappone prima della restaurazione Meiji, Esthar City che con tutte quelle sopraelevate ricorda una Tokyo del futuro. Un po' questo, un po' quello... Perché tirarla sulle lunghe? Così dicendo Final Fantasy VIII è completo, perfetto! Ricalca la scoperta dello spazio, aldilà dei confini terrestri, come successo in Final Fantasy IV, senza mai ricalcare e senza fare riferimenti a nessuna parentesi medioevale che aveva caratterizzato quel capitolo. C'è il riferimento al viaggio nel tempo, con lunghi flashback, nuove parentesi di gioco, bellissime side-quests, il gioco di carte che riesce proprio ad essere un gioco nel gioco (chi non ha mai desiderato la carta di Rinoa, che il Colonello Caraway non sganciava mai?!). Potrei anche fermarmi qui, perché non faccio altro che incantare questo capitolo.
Beh... se fosse stato un post tutto "rose e fiori", sinceramente non l'avrei aperto con così tanta fretta. Anzi, avrei tenuto le belle considerazioni per me. Ovviamente, sono un po' di parte, il perché lo spiegherò meglio dopo, ma i difetti sono evidenti, e purtroppo anche "non voluti".
Malgrado il fattore positivo che ha contribuito le sue vendite, è stato e resterà (ormai per sempre...) posto all'ombra del gigante. Final Fantasy VII è completamente differente al suo diretto predecessore, non arrivava ne' da un enorme successo commerciale, e ne' vantava di grandissime pretese. Innovazioni, oltre alla grafica in 3D, non ce ne erano poi così tante. Arrivava dal sesto capitolo che aveva dato scalpore nell'allora mercato prolifico del Super Nintendo, e vantava del più grande antagonista di tutti i tempi. Però, restava ancora un "Final Fantasy", e per fortuna raggiungevano il suolo americano, tutti gli altri erano tagliati fuori. Successo sì, ma in parte. Porre l'ambiente futuristico nell'concetto di racconto fantasy, era allettante per i creatori del gioco, e creare una storia che potesse sostenere l'innovazione tecnologica e scientifica che si voleva dare al mondo, doveva avere bisogno di qualcosa di molto grandi, un'antagonista dalle aspirazioni molto grandi, un malessere che non spinge un singolo uomo, ma l'intera esistenza di milioni di vite, di un pianeta che soffre dentro. Non è un malessere interno, un impero che si imbatte in un altro, ma è la comunità a stare male. Sentire il malessere, il coraggio, il tema della morte come perdita di una persona cara, fanno allontanare Final Fantasy VII dall'idea del videogioco come "nuova antologia per ragazzini", ma verso un vera e propria opera matura e ricercata.
Quindi, come poteva ricalcare la Squaresoft tale successo, allo stesso modo?
Ovviamente non poteva più farlo.
L'impatto inaspettato con il pubblico, l'innovazione ormai spolpata fino all'osso, ai creatori non restava che creare un nuovo ambiente simil-occidentale, pur sempre fantasy, carico di una potente struttura di base, su cui far partire la storia.
Principalmente, il primo impatto che si ha di Final Fantasy VIII è quello di avere a che fare sempre e comunque di un bellissimo videogioco, indifferentemente da chi ci è stato prima, che decolla con tutte le sue migliori qualità nelle primissime ore di gioco (La colonna sonora è forse migliore di qualsiasi FF!), ovvero l'ormai famosissimo attacco alla Torre di Trasmissione di Dollet. Con un nuovo universo e una nuova storia, non dobbiamo più avere a che fare con la Materia, però il sistema Junction, per quanto possa lasciare perplessi all'inizio, diventa il più comodo sistema di gestione dei parametri dei personaggi mai visto prima. Addio Magic Points, le magie adesso sono tutte a numero limitato, e si va alla ricerca delle più potenti fonti energetiche presenti dalle quali assimilare la magia.
Una volta diventati SeeD (... ma và? Non solo hai infranto le regole, ma nel giro di un dischetto e mezzo, diventi anche CAPO dei SeeD! Fosse così la vita reale!), il gioco non decolla più.
E forse è questo quello che mi fà più rabbia. Il fatto che Final Fantasy VIII, si contraddice da solo. Possiede tematiche assai peculiari e intricate, che non vengono mai messe in risalto, e la trama principale percorre un corso ordinario, non ricordo, infatti, nessun colpo di scena. Forse l'unico è stato quello del vero ruolo di Edea.
Tanti antagonisti "fittizi" che vanno a ricoprire quello vero. Perdite di tempo, colpi di scena iniziati e finiti lì.
Non sto scherzando, ma FFVIII poteva benissimo reggere il confronto ad un gioco del calibro di Xenogears... Perché entrambi hanno una trama che possiede in se altre infinite sfacettature, tematiche che sono così ricercate che diventano anche un po' "forzate" per un videogioco che dovrebbe essere un lieto divertimento senza fin troppe pretese. Malgrado Xenogears, uscito ammaccato ma bene... FFVIII, malgrado la longevità spaventosa (provato a finirlo tutto? ma tutto tutto?) rimane immobile, dove era rimasto.
Accennati i riferimenti a Julia Heartilly, che poteva essere un personaggio di grandissimo spessore, un personaggio tormentato dal suo volere e dalle sue restrizioni, dal suo amore provato dalla sofferenza, non rimane che un flashback, e per saperne di più su di lei, e sulla sua povera fine, basta spulciare il menù. Il triangolo amoroso, sempre ricalcando la scia del quarto capitolo, non ha mai la sua vera svolta, e rendono Seifer uno schiavetto pur di mantenere la promessa alla sua amata (e anche qui si ha qualcosa di simile a Xenogears, l'amore "malato" di Lacan/Grahf), e la sussurrata scoperta (anzi, deduzione del povero giocatore) sul legame tra Laguna e Squall.
Stupende invece le caratterizzazioni dei personaggi. Spesso i giocatori odiano il personaggio di Squall, e quasi come tutti gli eroi dei più famosi giochi di ruolo, ma anche delle più grandi storie, ha avuto un passato quanto mai difficile e mai spensierato. I creatori forse ricalcano più questo, che tutto il resto che caratterizza FFVIII e che viene lasciato a tacere, in qualche modo. L'idea dell'orfanotrofio, posto tra l'altro in un luogo così remoto, vicino ai resti della civiltà di Centra spazzata via da un pianto lunare 5000 anni prima, rendono ancora più triste e malinconica l'idea nella quale hanno vissuto i nostri personaggi nella loro tenera età. Lunghi flashback ci mostrano le loro vite passate, c'è chi è forte e riesce a superare lo stato di malessere non indifferente, e c'è chi porterà rancore, solitudine, come Squall, sempre in cerca di un grande valore affettivo che solo la sua "sorellina" gli può dare.
In tutti i Giochi di Ruolo che si possono rispettare, specialmente quelli della "Vecchia Scuola", la figura della donna ha il ruolo più importante ed è posta come cardine a tutto ciò che le sta intorno.
Questo non è per far vendere il prodotto, perché magari i videogiochi attirano di più il sesso maschile, con le loro tematiche più frequenti, come la guerra e l'avventura, e quindi un personaggio femminile riesce ad "addolcire" in tutti i modi, qualsiasi storia sia, di fatti, in tutti i Metal Gear Solid c'è una donna che è posta a sostegno del povero malcapitato che va a eseguire una missione stealth.
Ma non è solo questo, la donna non è una panacea per i problemi del mondo, o sempre raffigurata come Messia, come una maga bianca, come una donna dalle ali da angelo (vedi appunto Rinoa Heartilly) è anche il male, ed è portatrice, in se stessa, di entrambe le cose.
Una filosofia di questo genere trova spazio in tempi antichissimi, specialmente nelle religioni di vario tipo, mai mi stancherò di dire che le radici shintoiste hanno ruoli fondamentali nei racconti di giochi di ruolo giapponesi e negli anime (Cito le opere giapponesi di intrattenimento, senza contare i racconti folkloristici). Questo non è per dare più sapore alla storia, forse i giapponesi non se ne rendono davvero conto, e per quanto la loro attenzione verso la religione a noi può risultare piuttosto confusa, convivono con i suoi insegnamenti sin dalla più tenera età. Non si trova scontato, infatti, che per loro è la donna che ha concepito la stirpe e l'etnicità del popolo, perché lei contiene la vita, e quindi, contiene tutte le sfacettature della psicologia umana.
Ritornando all'ottavo capitolo, la donna ripercorre cicli continui nella storia, direi infiniti, forse, stancanti.
Vi spiego meglio; nella cronologia storica di Final Fantasy VIII, colui (o colei, se non sbaglio non è stato mai rivelato il suo sesso) che genera la stirpe umana è Hyne, e in qualsiasi donna che lui crea, manda un po' del suo grande potere e le trasformerà inevitabilmente come Streghe (in inglese Sorceress, sinonimo di mago/stregone in contesto puramente fantasy) donne che, malgrado fossero portatrici di tale potere, continuavano le loro esistenze come donne apparentemente normali, ciò porta ad un valore intrinseco, quasi naturale, dell'essere Strega nell'universo di FFVIII.
Questa grande fonte di potere veniva poi trasmessa grazie alla "personificazione" in punto di morte, alle donne che potevano sostenerla, quindi da qui che ha inizio un corso continuo di questo processo nel corso della cronologia storica.
Ha inizio la Guerra della Strega (così chiamata nell'edizione italiana), quando queste donne perdono il controllo del loro potere e cercano di annientare il mondo. Come tutti i giochi di ruolo che si rispettano, ogni stato ha un efficientissimo esercito militare, e spesso, prima della storia giocata, si opponevano contro la Strega. In seguito furono scoperti i Guardian Forces, le summon che noi tutto conosciamo, ma non vorrei divulgarmi troppo in questo.
La vera a propria spirale avviene una decina di anni prima, forse poco più, della storia giocata, quando i nostri personaggi vivono spensierati nell'orfanotrofio.

Forse vi starete chiedendo se parlo della teoria Rinoa-Artemisia; beh... esatto. Premesso che, senza tale teoria, Final Fantasy VIII contiene davvero una storia piatta e inconsistente, ma siccome tutto ciò a me pare impossibile, specialmente dopo aver creato un capolavoro come Final Fantasy VII, sono convinta che questo è la vera storia mai sussurrata, neanche nei dialoghi non ordinari.
E parlavo proprio di questo quando dicevo che l'ottavo capitolo si contraddice da solo, proprio perché questa teoria ha preso piede ultimamente, quanto c'è stata la possibilità di parlarne nei forum, di mettere alla pari le foto di Rinoa e di Artemisia con il più efficiente programmino di grafica, non è qualcosa detto in maniera molto chiara. E' questo il punto di incontro scontro, tra chi ama FFVIII e chi lo odia. C'è a chi piace questo silenzio, come la storia d'amore apatica, senza neanche la voglia di volersi sfiorare, neanche un "Ti Amo" appena sussurrato. E non è la videogiocatrice, donna, come me, che lo chiede. E' che Final Fantasy VIII è posto a grandi linee su una storia d'amore, così come viene raffigurato anche sul logo da Yoshitaka Amano, giusto? Proprio per questo che doveva contenere una storia d'amore travolgente, quanto mai umana e spontanea.
Nella cronologia del gioco, si ignora completamente il perché Artemisia decide volontariamente di trasferire i poteri da Edea a Rinoa, nell'aula magna del Garden di Galbadia, sapendo benissimo che Edea non era in punto di morte!
Riducendo, poi, alla giovane di vivere in uno stato comatoso fino a, guarda caso, quando si trova da sola con Squall nella Lagunarock. A quel punto, lasciamo perdere la parentesi romantica, parla in modo più o meno chiaro a Squall del suo vero essere, e lui è pronto ad accettarlo come se fosse il vero cavaliere della strega, annullando il suo stato di comandante dei SeeD, l'operazione creata proprio per annientare la Strega.
Quindi, perché Rinoa (scusate, ma per comodità mi riferiro' anche ad Artemisia con questo nome!) vuole essere padrona del passato, del presente e del futuro? C'è proprio qualcosa di spietato e malvagio in questo? Io non direi.
Mi spiego meglio; ripercorrendo le varie tappe di vita di Rinoa, iniziamo col dire che è nata da un matrimonio un po' forzato, visto che sua madre, malgrado fosse una donna di talento e di grande successo, non accettava la rinuncia di non vedere più quello "strano" soldato di Galbadia che andava a sentirla tutte le sere, e che in qualche modo, il suo fare goffo e timido, l'aveva incuriosita tanto da interessarsi a lui. Questo è tutto dire, tale madre, tale figlia.
Il perché, secondo i creatori, portare alla morte prematura Julia Heartilly, quando la figlioletta aveva solo 5 anni? Anche di questo, non se ne parla proprio.
Un malessere che porta Rinoa in se, forse ancora più grande di quello di Squall, perché a differenza sua, Rinoa reagisce... Va contro la sua stessa famiglia, il padre che forse non aveva più accettato (storica la citazione di Zell: "E sua figlia, è un membro della resistenza?!?"), portandosi ad essere leader di un gruppo della resistenza per la liberazione di Timber, e da questo suo ruolo và verso il Garden, prima con Seifer e poi con Squall, che magari ha trovato in entrambi (nè uno più, nè uno meno) quel benessere che magari all'età di 5 anni era stato portato via dalla morte della mamma. Il perché poi ha prevalso la storia di Rinoa e Squall, questo magari viene dato per far trionfare la storia d'amore che doveva appartenere successivamente ai rispettivi genitori.
Forse, più di Squall, la paura di rimanere sola, di non riuscire ad aiutare gli altri, essere posta sempre ad un gradino inferiore ai soldati d'elité SeeD, portano Rinoa ad un antipatia non voluta, e un rancore che magari scoprira' solo in un tardo momento. Ricordiamo i momenti nel Garden di
Trabia, lei fa di tutto per rimanere presente ed essere parte del gruppo. Ricordiamo anche, nello stesso evento, viene non volutamente ricalcato il fatto che Rinoa non c'era nell'orfanotrofio (Quistis, o Selphie, non ricordo: "C'eravamo tutti, tranne Rinoa..."). Rinoa aiuta la squadra nella prigione del deserto e, se successivamente lasciamo Rinoa alla Base Missilistica, ritornati a Fisherman's Horizon, lei ci chiederà se ci è mancata.Sa molto di "teen-drama" questa domanda, ma secondo me è proprio nel suo carattere infantile che ripercorre il suo malessere che la porterà al suo vero intento, in età più adulta. Anche il modo infantile nel cui chiede a Zell di fare una copia dell'anello di Squall, per portare con sè qualcosa della persona amata, che successivamente sfrutterà le capacità dell'anello, o per meglio dire, di Grievier, solo quando per noi sarà un po' "troppo tardi".
Tutti questi fattori possono fare di Rinoa il nostro protagonista e antagonista principale, che questa volta non è spietato ne' come Kefka, ne' come l'ossessionato Sephiroth, ma è un processo psicologico che la porta ad essere antagonista, la perdita in età infantile della figura materna, e poi di quella dell'uomo che ama, trovarsi in un contesto differente da quello in cui ha vissuto, forse porta Rinoa a dover scegliere, secondo le sue ragioni, di unire passato-presente-futuro così da non fare più i conti con la perdita di sua madre, così come quella del suo amato.
Detto così, Final Fantasy VIII è un trionfo, è l'apoteosi dei più grandi Jrpg della storia. Ma di questo non viene neanche accennato.
Sono le supposizioni dei giocatori che durante i titoli di coda, rielaborano e rielaborano teorie bizzare, per non sentirsi male dicendo "che gioco di merda" mentre hanno sprecato 70 ore della loro vita.
E' strano dover parlare di una grande storia nascosta che appartiene ad un videogioco che nel mercato è stato troppo in vista. Non so se rendo l'idea.
Mentre scrivo qui sopra (scrivo di getto, ecco perché a volte mi perdo un po'), mi viene da pensare a quanto è complicato scrivere di questo capitolo che ha una difficoltà molto facile, e non è stato concepito come un gioco di "nicchia", anzi. Mi riesce difficile elevare un personaggio come Rinoa a livello psicologico, quando invece, la stessa Rinoa è stata disegnata solo per far risaltare la sua bontà e grazia nei suoi lineamenti e nel suo fisico. Una specie di idol disegnata da Nomura, così come Squall che trova il suo corrispettivo reale in Gackt, famoso cantante giapponese degli ultimi anni.
Infatti, tutto risuona commerciale andando ad analizzare i personaggi superficialmente. Forse, la bravura di tutto, sta proprio nell'introspezione interna di ciascuno di loro. Parlare in maniera approfondita di Final Fantasy VIII è come analizzare un paziente che parla poco di sè durante una seduta da uno psicologo, e trarne le conclusioni più o meno affrettate del suo pensiero. E' impossibile.
Magari è proprio per questa difficoltà nell'analizzarlo al meglio, e tutto quello che vedo rimane un po' sospeso, a tratti a metà, lo considero ancora oggi uno dei più bei giochi di ruolo, no ma che dico... dei più bei videogiochi di sempre. Come avete letto la mia pensante critica nei suoi confronti, per me non è bello ciò che è lontanamente privo di difetti, anzi.
A differenza dell'settimo capitolo, Final Fantasy VIII (così come il IX) non è mai stato preso di mira dal marketing e non sono mai stati creati delle storie parallele su altre piattaforme di gioco, o addirittura, dei film in CG.
Un tributo ai suoi personaggi è stato fatto nell'ormai storico capitolo di Kingdom Hearts.
Forse, proprio perché la storia originale tace in un silenzio così inusuale per una storia che deve essere chiara e comprensibile come quella di un videogioco, non viene creato nessun seguito... perché si và a minare, a "disturbare" ciò che va lasciato a tacere.
Personalmente, confermo anche la morte di Squall nel corso del video finale, perché non si vede mai rialzarsi da terra, quando finisce la Compressione Temporale.
Perché non viene detto? Proprio il protagonista principale, muore?
Rinoa, o Artemisia, come volete voi... Durante la fine della compressione temporale, ritorna nel passato, proprio nel luogo della "promessa".
La Madre vide quella strega che moriva, e proprio in punto di morte, accetto di prendere i suoi poteri, per difendere Squall, Seifer, Zell, Quistis, Irvine e Selphie.
La compressione temporale finisce.
Squall nel prossimo futuro muore.
E nel passato Edea ha ottenuto nuovi poteri.
Il resto... Lo conoscete già. E Rinoa può ancora rivivere la sua vita, forse, anche i brevi anni con le persone che ama, le vanno più che bene, ed essendo una spirale, riproverà all'infinito di unire tutto ciò che le è più caro, in contrapposizione con il nome della sua storia, Fantasia Finale.
P.S.
Il mio primo gioco di ruolo e Final Fantasy è stato questo. Mai dimenticherò le emozioni che mi ha dato, che mai più proverò con tale intensità, non conservando più lo stupore e la curiosità che si prova ad in età così piccola. Resta il fatto che rimarrà sempre il mio preferito, anche se questo vuol dire, tenere i nerd accaniti contro di me :)
P.P.S
La teoria Rinoa/Artemisia non è nulla di nuovo, anzi. Ma l'ho riproposta a modo mio, dovrei pur mantenere questo buco del web un po' aggiornato, non vi pare?


Nel Vecchio Continente, lo SNES riceve consensi da parte del pubblico di videogiocatori solo nel tardo 1993.










